LA DERMATOSCOPIA

 

Dott. Luciano Schiazza
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
Via Cesarea, 17/4
16121 Genova
cell 335.655.97.70 - studio 010.590270
www.lucianoschiazza.it

 

 

Il melanoma è uno dei tumori a più alta malignità che si conoscono e fino a qualche tempo fa veniva considerato un tumore di non frequente riscontro: spesso la sua diagnosi avveniva tardivamente e coincideva purtroppo con l’esito fatale. Oggi sappiamo che è l’unico ad essere visibile durante le primissime fasi della sua evoluzione, quando la sua asportazione consentirebbe una percentuale di guarigione altissima.

 

Oggi,  grazie al progressivo miglioramento delle conoscenze cliniche, alla maggior sensibilizzazione della popolazione, ma soprattutto con l’avvento di nuove tecniche diagnostiche, la diagnosi precoce del melanoma non è più un miraggio.

 

La tecnologia ci ha infatti messo a disposizione la dermatoscopia, una metodica non invasiva che attraverso l’osservazione della cute mediante un microscopio da appoggiare sulla pelle, permette al dermatologo di osservare degli aspetti morfologici della lesione impossibili ad osservarsi ad occhio nudo.

 

Ciò permette un netto miglioramento dell’accuratezza diagnostica nei confronti delle lesioni pigmentate (calcolato in un 20% di melanomi diagnosticati in più rispetto al semplice esame clinico) oltre a consentire una diagnostica differenziale con altre lesioni pigmentate non melanocitarie (es. cheratosi seborroica pigmentata, carcinoma basocellulare pigmentato, angiocheratomi, istiocitofibromi, ecc.).

Abbiamo a disposizione:

  • il dermatoscopio manuale (dotato di una lente di ingrandimento di 10 volte e di una luce che consente l’illuminazione della superficie cutanea da esaminare).

La metodica consiste nell’applicare, sulla lesione da esaminare, una goccia di liquido incolore (es. olio minerale, gel da ecografia, oppure semplicemente una goccia d’acqua) e nell’appoggiare su di essa la lente dell’apparecchio. A questo punto, grazie alla capacità del liquido di annullare il potere riflettente dello strato corneo dell’epidermide, si riescono a visualizzare quegli aspetti morfologici propri della lesione che permettono di esprimere una diagnosi più accurata.

 

  • il videodermatoscopio digitale, il quale grazie ad una telecamera ad elevata risoluzione e ad un programma integrato nel sistema, permette non solo la visualizzazione su di un monitor delle lesioni esaminate, ma anche vari tipi di elaborazione dell’immagine, l’archiviazione dell’immagine stessa ed il confronto a  distanza del tempo nel corso delle visite successive.

 

Naturalmente la dermatoscopia non è una metodica di screening di massa: la visita dello specialista dermatologo è il caposaldo del controllo delle lesioni pigmentate della cute. Questo perché l’osservazione clinica è spesso sufficiente a formulare un primo, accurato giudizio. Se il dermatologo ritiene che una lesione presenta dei caratteri clinici dubbi, ecco che la dermatoscopia viene in soccorso. Si tratta quindi di una metodica di secondo livello.

 

Più comunemente viene impiegato il dermatoscopio manuale

 

Eccone un esempio:

 

Come si usa:

Per prima cosa si applica sulla lesione da esaminare una goccia di olio da immersione, alcol, acqua o gel da ecografia Perché? Lo strato superficiale della pelle (strato corneo) è in grado di riflettere la luce emessa dal dermatoscopio impedendo così la visualizzazione delle strutture pigmentarie epidermiche, della giunzione dermo-epidermica e del derma superficiale, oltre alle dimensioni ed alla morfologia del plesso capillare superficiale. Le sostanze sopra elencate eliminano la porzione riflessa dallo strato corneo, permettendo così la corretta esecuzione della metodica.

 

 

 

 

 

Successivamente si appoggia il dermatoscopio sulla lesione da esaminare, come nella foto accanto, e appoggiando l’occhio sull’oculare, si riescono ad esaminare caratteri morfologici strutturali superficiali della cute non altrimenti apprezzabili ad occhio nudo, consentendo un miglioramene della sensibilità diagnostica del 10-27%.

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni esempi:

 

 

 

 

Questa è una lesione pigmentata, di colore scuro, con margini relativamente regolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La dermatoscopia ci mostra quello che vedete accanto: un reticolo con maglie regolari che unitamente ad altri aspetti ci consentono di formulare la diagnosi di nevo di Clark. Lesione benigna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest’altro esempio ci mostra una lesione fortemente pigmentata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La dermatoscopia ci rivela determinate strutture (sbocchi similcomedogeni e pseudocisti cornee) che ci permettono di formulare diagnosi di cheratosi seborroica, lesione benigna (non è un nevo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ultimo esempio. Lesione irregolare nella forma e nella distribuzione del colore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clinicamente il dermatologo può già formulare il sospetto di melanoma. La dermatoscopia, in questo caso, permette di affermare come il sospetto possa essere confermato.

 

 

 

 

 

 

 

Ricordiamoci quindi di fare controllare sempre le lesioni pigmentate della cute: il dermatologo nella sua esperienza ci aiuterà in questo, insegnandoci anche come tenerle sotto controllo nel periodo che intercorre tra una visita e l’altra.

 

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