ARGAS REFLEXUS

Dott. Luciano Schiazza
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
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L’Argas reflexus è una zecca. Appartiene alla famiglia degli Argasidi, dette “zecche molli”, perchè, durante ogni stadio di sviluppo, sono prive dello scudo chitinoso dorsale.

Assomiglia vagamente ad un seme di girasole appiattito ed è di colore scuro, grigio o bruno.

Lo sviluppo di questo parassita ha seguito la crescita demografica incontrollata del piccione domestico o colombo di città il quale ha determinato diversi problemi nelle aree urbane, non solo per quanto riguarda i danni all’ambiente, al patrimonio artistico (degrado di piazze, chiese, statue, palazzi) ma anche alla salute umana, al punto di considerare questo volatile un infestante dell’ambiente urbano.

E' infatti frequente reperire le zecche in edifici dove i colombi hanno la possibilità di accedere e nidificare quali i sottotetti o gli stabili d'epoca ricchi di infrastrutture architettoniche che i volatili sfruttano come riparo.

Di abitudini prevalentemente notturne (odia la luce e durante il giorno la zecca rimane nascosta in anfratti del muro o del legno), l’Argas reflexus attacca occasionalmente anche l’uomo. Solitamente ciò avviene a partire da metà autunno quando le temperature diventano rigide e la zecca cerca riparo al caldo delle abitazioni.

Entra nelle case spostandosi lungo i muri e, attraverso finestre o crepe o fessure, riesce a penetrare nelle abitazioni. Gli appartamenti più colpiti sono agli ultimi piani, dove si nasconde nelle fessure, dietro i battiscopa, i quadri, gli armadi, sotto i cuscini o nelle screpolature dei muri.

Raggiunge l’uomo perché attirata dal calore e dall' anidride carbonica emessa con la respirazione dalle persone addormentate: si avvicina e le punge per succhiarne il sangue. La loro puntura non viene percepita, perché la saliva della zecca funziona da anestetico. Il pasto di sangue è particolarmente rapido, 5-10 minuti; il parassita, per ottenere abbastanza nutrimento, trattiene la parte proteica e corpuscolata (globuli rossi e globuli bianchi) e reinietta i liquidi.

In questo modo, però, la zecca immette nell'ospite delle proteine proprie e questo può causare  reazioni allergiche anche molto gravi, specialmente in caso di contatti ripetuti. Nell'uomo la puntura può dare origine a manifestazioni cutanee, dovute all'immissione di tossine secrete con la saliva al momento del pasto di sangue.

Si possono avere pomfi come per le punture di zanzara; però, specie in caso di punture ripetute, si possono manifestare reazioni allergiche importanti sino allo shock anafilattico con edema della glottide. Ciò ha particolare importanza per la popolazione atopica, la cui suscettibilità immunologia può rendere facilmente gravi  le reazioni alle sostanze proteiche contenute nella saliva della zecca. Alcuni anni fa si era ipotizzato che l’Argas reflexus potesse trasmettere all'uomo la malattia di Lyme, come fanno le zecche (Ixodes) che parassitano gli animali selvatici (roditori, caprioli, cervi, volpi, cinghiali) e comunque rinvenibili nell’ambiente boschivo. L’ipotesi si è dimostrata non vera, anche perché l’Argas reflexus non rimane attaccata all’ospite come l’Ixodes, ma lo usa solamente per il tempo necessario a cibarsi di sangue, diminuendo così le probabilità di veicolare microrganismi patogeni.

Inoltre, contrariamente alla comune zecca dei boschi o “zecca dura” (Ixodes Ricinus) che rimane fissata alla pelle, l’Argas reflexus si trova a livello di ospite solo per il pasto di sangue in tempi brevi, di notte, staccandosi subito dopo per ritornare nella propria tana rappresentata dai comuni anfratti dove vengono deposte le uova, poche alla volte ma frequentemente, in quanto frequenti sono i pasti di sangue.

Ciclo vitale

 

Il ciclo vitale prevede fasi giovanili (larve e ninfe) ed una forma adulta, sempre ematofaghe. 

Dalle uova si schiude in tre settimane una larva esapode che si localizza sotto le ali e fa un pasto di sangue lento (5-10 giorni). La larva si trasforma in ninfa in una settimana. Vi sono 3-4 stadi ninfali, il cui pasto di sangue dura 1-2 ore; gli adulti invece compiono pasti di sangue in 5-10 minuti.

La maggior parte del tempo la zecca dei piccioni non lo trascorre attaccata al piccione, ma nell'ambiente, specialmente dove si trovano accumuli di guano (le feci del piccione). E' molto resistente al digiuno, potendo sopravvivere anche sette anni.

Le attività di controllo e prevenzione nei confronti dell’Argas reflexus sono molto costose e difficili da attuare in quanto il parassita ha la capacità di penetrare in ambienti molto ristretti e quindi l'utilizzo di antiparassitari nei luoghi infestati risulta particolarmente indaginoso.

La migliore lotta consiste nell’adottare misure di prevenzione mirate al controllo della popolazione di piccioni.

Esse si avvalgono di

  • Metodi fisici (repellenti fisici quali reti, punte, fili di acciaio che impediscono al piccione di posarsi sui davanzali, sui cornicioni, ecc.)

  • Metodi chimici (sterilizzazione chimica dei piccioni, di difficile applicazione)

  • Metodi biologici (introduzione nella popolazione dei piccioni di altre specie di volatili competitive o predatrici)

Ma la miglior forma di prevenzione è quella di educare il cittadino a non offrire indiscriminatamente cibo ai piccioni. Questo è un atteggiamento erroneamente “zoofilo” poiché non fa bene ai piccioni ma reca loro danno in quanto impedisce la selezione naturale nei riguardi dei soggetti deboli e malati, facilitando così la diffusione di malattie anche ai piccioni sani.