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CONOSCI I TUOI NEVI?

Dott. Luciano Schiazza
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
Via Cesarea, 17/4
16121 Genova
cell 335.655.97.70 - studio 010.590270
www.lucianoschiazza.it

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L’incidenza del melanoma sta inesorabilmente aumentando. Statistiche americane indicano come il rischio di sviluppare un melanoma sia passato da 1 caso su 1500 persone per i nati nel 1930 a 1 caso su 84 per quelli nati in questi ultimi anni.

Anche l’incidenza della mortalità è purtroppo aumentata drammaticamente, raddoppiando negli ultimi 35 anni.

E’ un problema importante di salute pubblica in termini di morbilità e di mortalità.

Nel Queensland australiano si registra in assoluto il maggior numero di casi di melanoma. Le autorità sanitarie australiane, preoccupate di tale primato, hanno affrontato il problema varando una capillare campagna di prevenzione e sono riuscite, nel giro di qualche anno, unico caso al mondo, ad invertire il trend negativo, con un declino della mortalità per melanoma.

Quindi, poiché le speranze su nuove terapie sono state parzialmente disattese ed i vaccini sono ancora lontani dalla reale applicazione, la prevenzione ed il dermatologo hanno un ruolo fondamentale nella strategia di lotta a questo tumore.

RICORDIAMO

IL MELANOMA E’ UN TUMORE VISIBILE AD OCCHIO NUDO

TUTTI LO POSSONO VEDERE

POCHI LO RICONOSCONO

 

BISOGNA IMPARARE A RICONOSCERLO

SEGNALI DI PERICOLO PER IL MELANOMA

Se un nevo od altra area pigmentata della cute, nuovi o già esistenti

Si modificano

  • nelle dimensioni: specialmente con improvvisi e continui allargamenti.

  • nel colore: con la comparsa di più sfumature di marrone, marrone scuro, nero; miscele di rosso, bianco e blu; oppure con il diffondere del colore dai bordi della lesione sulla cute circostante.

  • nella forma: specialmente con lo sviluppo di un bordo irregolare, frastagliato, prima invece regolare.

  • in elevazione: specialmente con il sollevarsi di una parte di una lesione pigmentata che invece prima era piana o lievemente rilevata sul piano cutaneo.

  • in superficie: con comparsa di desquamazione, erosioni, croste, ulcerazioni o sanguinamento.

  • nella cute circostante: se diventa rossa, edematosa o si sviluppano macchie colorate vicine ma non collegate alla lesione pigmentata.

  • nella sensibilità: specialmente prurito, eccessiva sensibilità, o dolore.

  • nella consistenza: specialmente ammorbidimento o indurimento.

ATTENZIONE

POTREBBE TRATTARSI DI UN MELANOMA MALIGNO

 

CHI E’ A RISCHIO?

In generale, tutti corrono il rischio di sviluppare un melanoma e questo rischio cresce con l’età.

Vi sono però condizioni specifiche che identificano individui che sono più predisposti a sviluppare tale tumore.

Le persone a maggior rischio sono coloro che hanno:

  • storia familiare di melanoma maligno.

  • già avuto un melanoma maligno.

  • numerosi nevi (più di 50).

  • nevi “displastici” (nevi più grandi di 6 mm di diametro, irregolari nella forma e nel colore).

  • cute, capelli e occhi chiari, efelidi.

  • facilità ad ustionarsi al sole e difficoltà ad abbronzarsi.

  • nevi congeniti di grosse dimensioni.

  • avuto ustioni solari dolorose o con bolle, soprattutto nell’infanzia.

  • attività lavorativa al chiuso e abitudini ricreazionali all’aperto.

  • vissuto lungamente all’aperto, specialmente in aree geografiche dove l’irraggiamento solare è intenso e prolungato.

AUTOESAME

Dopo il bagno o la doccia, mettersi in piedi di fronte ad uno specchio in una stanza ben illuminata. Usare uno specchio a mano per osservare aree difficili da vedere.

Incominciare dal viso e dal cuoio capelluto e scendere, controllando la testa, il collo, le spalle, la schiena, il petto e così via. Controllare davanti, dietro ed i lati degli arti superiori ed inferiori. Non dimenticare l’inguine, le regioni palmari, le unghie delle mani, le piante dei piedi, le unghie dei piedi e gli spazi tra le dita.

Non dimenticare le zone difficili da controllare da se stessi, come il cuoio capelluto e la nuca.

Ricordare dove sono i nevi e che aspetto hanno.

Controllando i nevi regolarmente sarà sempre più facile riconoscerli.

Controllare ogni modificazione, specialmente se compare un nuovo nevo o una sua variazione nei bordi, forma, dimensione, colore (specialmente una nuova area nera), se compaiono nuovi nevi attorno ad uno vecchio, o si avvertono sensazioni su un nevo già preesistente.

Sarà utile annotare le date dei controlli e scrivere appunti su come essi appaiono.

Nelle pagine seguenti ci sono due immagini che rappresentano la figura umana, davanti e dietro: qui si potranno indicare la posizione del nevo osservato, le date dell’autoesame e le eventuali annotazioni riguardo la lesione indicata.

E’ buona regola, comunque, se si apprezza qualcosa di insolito, andare subito dal dermatologo.

Ricordarsi che prima il melanoma è scoperto, migliori saranno le possibilità di cura.

RICORDIAMOCI

L’autoesame richiede 10 minuti al massimo.

Va effettuato con regolarità, 4 volte all’anno, a meno di diverso consiglio dello specialista dermatologo.

Lo scopo dell’autoesame non è quello di riuscire a diagnosticare da soli un melanoma.

Deve sollecitarci a consultare il dermatologo se si nota qualche cambiamento recente.

Occorre disporre di:

  • una stanza ben illuminata,

  • uno specchio che permetta di osservarci dalla testa ai piedi,

  • uno specchio a mano,

  • un asciugacapelli,

  • due sedie o sgabelli,

  • immagini della superficie cutanea (di fronte e dietro),

  • una matita.

  1. Il volto, senza dimenticare le orecchie.

  2. Il cuoio capelluto, usando l’asciugacapelli. In questo caso sarebbe meglio farsi aiutare da un amico o da un familiare.

  3. Il palmo e il dorso delle mani, le unghie e gli avambracci, davanti e dietro.

  4. I gomiti, le braccia e le ascelle.

  5. Il collo, il torace e il ventre. Le donne dovranno esaminare bene la zona sottostante il seno.

  6. La nuca, le spalle e la schiena. Per osservarle dobbiamo rivolgere la schiena allo specchio grande; prendiamo lo specchio a mano e giocando con la combinazione degli specchi passiamo in rassegna le varie zone.

  7. I glutei e la parte posteriore delle cosce, usando sempre la combinazione dei due specchi.

  8. Da seduti, appoggiando una per volta le gambe sull’altra sedia o sgabello, la parte anteriore delle cosce e delle gambe, il dorso e la pianta piede, comprese le unghie, gli spazi tra le dita e la zona dei genitali, aiutandosi sempre con lo specchio a mano.

Come usare le immagini

Al primo autoesame segnare sull’immagine, con un puntino della matita, la presenza del nevo o della lesione che si desidera ricordare.

Da questo punto tracciare una linea che vada oltre la figura e indicare la data, le dimensioni ed il colore.

Nei successivi autoesami, accanto alle precedenti indicazioni si riporterà la data del nuovo esame ed ogni eventuale variazione di dimensioni, colore o forma.

Non bisogna dimenticare di segnare ogni nuovo nevo o lesione non presente nei precedenti autoesami.

LA REGOLA DELL’ABCDE

 

E’ l’alfabeto che può salvare la vita.

Fa parte dell’autoesame e memorizza semplici regole, facili da applicare.

A come ASIMMETRIA ( irregolare nella forma)

Le lesioni sospette hanno una forma irregolare, i contorni di una metà non seguono lo stesso andamento della metà opposta.

B come BORDI (bordi frastagliati)

Le lesioni sospette hanno bordi frastagliati, dentellati o comunque confusi.

C come COLORE (non uniforme)

Le lesioni sospette non hanno un colore uniforme, si notano zone più chiare e più scure: marroni, nere, brune, rosse o anche bianche.

D come DIAMETRO o DIMENSIONE (superiore ai 6 mm)

Queste sono dimensioni di riferimento. Si deve sempre sospettare di una lesione pigmentata che supera i 6 mm. A maggior motivo se le dimensioni crescono progressivamente.

E come EVOLUZIONE o ELEVAZIONE (modificazione dell’aspetto iniziale o crescita verticale di una lesione prima piana)

Una lesione deve destare sospetto se cambia rapidamente d’aspetto in pochi mesi.

 

se un nevo presenta una o più delle seguenti caratteristiche

consultare subito lo Specialista Dermatologo

LE VOSTRE DOMANDE

?

LE NOSTRE RISPOSTE

Che cosa è un melanoma?

Il melanoma è un tumore cutaneo che origina da cellule cutanee chiamate melanociti.

Come si manifesta?

Il melanoma di solito assomiglia ad un nevo; se però un nevo tende ad essere sempre uguale col trascorrere del tempo, il melanoma invece è in continuo cambiamento.

Dove compare di solito il melanoma?

Il melanoma può manifestarsi in qualunque zona cutanea. Più frequentemente nell’uomo si osserva nel 1/3 superiore del dorso. Nelle donne sulle gambe. Talvolta però il melanoma compare in aree cutanee mai esposte al sole quali la pianta dei piedi.

Il melanoma insorge sempre da un nevo preesistente o può comparire come tale?

Solitamente il melanoma rappresenta la trasformazione maligna di un nevo normale; più spesso ciò avviene nei cosiddetti nevi displastici. Può però apparire anche su cute apparentemente normale.

Cosa sono i nevi displastici?

Sono dei nevi che nell’irregolarità dell’aspetto si differenziano dal nevo normale. In particolare si tratta di nevi che hanno bordi poco definiti, colore irregolare, diametro di circa 5 mm o più.

Quanto conta il colore della pelle nella predisposizione ad avere un melanoma?

Molto. Infatti le persone con pelle chiara, capelli chiari, occhi blu, verdi o grigi, che non si abbronzano o che abbronzano con difficoltà, che hanno tendenza ad formare efelidi sono maggiormente a rischio di sviluppare un melanoma.

A che età può comparire il melanoma?

Il melanoma può insorgere ad ogni età, ma più frequentemente ciò avviene dopo la pubertà con un picco di incidenza tra i 35 e 45 anni.

Il melanoma è ereditario?

Nel 90% dei casi, no. Certamente chi ha un familiare che ha avuto un melanoma, presenta un rischio maggiore di manifestarlo. In tal caso si richiederanno più frequenti controlli specialistici, con maggiori attenzioni nell’esposizione solare.

Perché il melanoma è ritenuto molto pericoloso?

Il melanoma è un tumore molto aggressivo. Un grammo di tumore è in grado di uccidere un uomo adulto. Se non riconosciuto precocemente, rapidamente genera metastasi.

Quale è il fattore di maggior rischio per il melanoma?

Sicuramente l’eccessiva esposizione solare. Più tempo la gente trascorre esposta al sole, specialmente durante la gioventù, maggiore è la probabilità di sviluppare un melanoma.

In particolare sono a rischio le persone con cute chiara, che spesso durante la gioventù hanno avuto gravi ustioni solari, anche con bolle.

L’esposizione al sole è sempre un sicuro fattore di rischio di sviluppare un melanoma?

L’eccessiva esposizione al sole, specialmente nell’infanzia, senza adeguata protezione è sempre un importante fattore di rischio. Ancor più i brevi periodi di intensa esposizione, quali le occasioni del fine settimana (cosiddetto “stop and go”).

I lettini con le lampade abbronzanti aumentano il rischio di avere un melanoma?

Alcuni studi indicherebbero un lieve o moderato aumento del rischio. Tuttavia di fronte a persone che si espongono sia al sole sia alle lampade abbronzanti è difficile formulare una risposta circostanziata.

Che cosa è la regola dell’ABCDE?

E’ una semplice regola che permette di cogliere i primi segni di un melanoma, nel momento in cui un nevo si modifica nelle dimensioni, nella forma o nel colore.

Le lettere focalizzano l’attenzione sulla asimmetria della lesione, sui suoi bordi, sul colore e sul diametro.

Asimmetria indica come le due metà di un melanoma non si assomigliano, al contrario di un normale nevo.

I bordi di un melanoma sono frastagliati, irregolari, a ricordare le coste della nostra regione. al contrario della normale linearità di un normale nevo.

Il colore di un melanoma non è mai uniforme in quanto sono spesso presenti più colori o sfumature di uno stesso colore. Così potremo trovare il marrone, il nero, il rosso, il bianco, il blu, variamente presenti. In un nevo normale solitamente si osserva un unico colore marrone, più o meno scuro.

Il diametro oltre il quale si deve porre sospetto è indicato convenzionalmente in 6 mm. In pratica il melanoma è più grande del diametro di una matita.

La E significa porre attenzione all’elevazione (ossia alla crescita verticale del nevo)o all’evoluzione (ossia ai cambiamenti) del nevo.

Sulla base della regola dell’ABCDE, quanti di questi segni devono essere presenti per indurre sospetto?

I melanomi possono avere aspetti differenti gli uni dagli altri. Alcuni possono presentare tutti i cambiamenti indicati, altri anche solo uno.

Importante è consultare il dermatologo di fronte a qualunque minimo cambiamento di aspetto di un nevo.

Cosa deve fare una persona che ritiene di avere una lesione sospetta sulla base della regola dell’ABCDE?

Deve recarsi prima possibile dallo specialista dermatologo.

Con quale frequenza sarebbe bene far controllare i propri nevi?

In generale almeno una volta all’anno. Se però una persona ha la pelle chiara o presenta molti nevi, sicuramente occorrerà che concordi controlli più ravvicinati con lo specialista dermatologo.

Ho sentito dire che alcune persone sono morte dopo aver tolto un nevo. E’ quindi pericoloso far togliere i nevi?

Assolutamente no. L’escissione chirurgica che talvolta viene suggerita per rimuovere una lesione sospetta, non trasforma una lesione benigna in una maligna. Se una persona ha avuto problemi dopo l’intervento, tutto dipendeva dal fatto che la lesione asportata era già un melanoma.

Quale è la prognosi in una persona alla quale è stato asportato un melanoma?

Lo spessore del melanoma, calcolato dall’istopatologo, è un indicatore fondamentale nel formulare la prognosi. Quando il melanoma è stato scoperto nelle fasi precoci (con uno spessore inferiore ai ¾ di mm), l’escissione chirurgica solitamente risolve il problema. Al crescere dello spessore corrisponde un peggioramento della prognosi. Se la malattia si è diffusa ai linfonodi, la sopravvivenza ai 5 anni si riduce al 30-40%. Se anche gli organi interni (fegato, ossa, cervello, ecc.) sono stati raggiunti dalle cellule tumorali, la sopravvivenza ai 5 anni si riduce al 12%.

Se una persona ha uno o più nevi congeniti (nevi presenti alla nascita), rischia di più rispetto a chi ha dei nevi acquisiti (nevi che appaiono più tardi nel corso della vita)?

Si ritiene che il rischio aumenti, in relazione alle dimensioni del nevo congenito. Più è grande, maggiori sono le probabilità. Nei nevi congeniti giganti il rischio aumenta del 15%.

Come posso contribuire per rendere più efficace la prevenzione contro il melanoma?

Occorre parlare con i familiari, con i parenti, con gli amici sui rischi collegati all’esposizione eccessiva al sole e insegnare loro le semplici regole (ABCDE, autoesame) che permettono di scoprire sin dall’inizio ogni lesione potenzialmente pericolosa.

SOLE E MELANOMA

L’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette rappresenta uno dei principali fattori che contribuiscono allo sviluppo del melanoma maligno.

Eccessiva esposizione soprattutto quando è frequente e intensa come accade al mare o con le lampade abbronzanti.

Poiché i primi anni di vita sono quelli in cui più facilmente l’esposizione solare può risultare dannosa alla cute, si ritiene utile proporre alcuni consigli della Skin Cancer Foundation.

Certamente del viso abbronzato di un bambino attrae l’immagine di apparente benessere ed è difficile immaginare che su quella pelle così liscia e vellutata possa nel futuro comparire qualcosa di pericoloso per la vita.

Occorre ricordare però che l’abbronzatura è il sistema di difesa che la nostra pelle mette in atto per tutelarci dai danni che il sole può arrecarle.

Questo è l’unico significato dell’abbronzatura.

Ed è dall’infanzia che il danno si accumula, presentando poi il conto in età adulta.

Spetta ai genitori impedire che ciò avvenga, limitando il tempo che i bambini passano al sole, specialmente nelle ore centrali della giornata, ricordandosi di applicare sulla loro pelle uno schermo solare adeguato.

Consigli della Skin Cancer Foundation

Sotto i sei mesi di età evitate del tutto di esporre il vostro bambino al sole.

  1. Oltre i sei mesi di età: Tenete i bambini al riparo dal sole quanto più possibile durante il primo anno di vita. Una brutta scottatura in un bambino piccolo può essere molto seria.

  2. Controllate l’orario. I raggi solari sono più intensi tra le 10 e le 15 (le 11 e le 16 con l’ora legale). Se il bambino è ad alto rischio (pelle chiara con capelli biondi o rossi e occhi chiari), cercate di programmare le attività all’aperto ( es. lezione di tennis, giochi nel parco) nel primo mattino o nel tardo pomeriggio, in modo che il bambino sia al coperto quando i raggi solari sono più intensi.

  3. Coprite il bambino ad alto rischio con un cappello, maglietta a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Scegliete tessuti a trama stretta e doppio strato quando possibile. Per i neonati, una carrozzina con una tettoia è preferibile a un passeggino aperto. Con un bambino più grande usare un passeggino con tettoia o con un ombrellino.

  4. Usate un filtro solare. Poiché gli schermi solari contengono sostanze che filtrano i raggi solari che provocano danni, essi sono un elemento importante nel programma di protezione. Più alto è il fattore di protezione (SPF) maggiore è la protezione offerta. La Skin Cancer Foundation raccomanda di usare prodotti con SPF 15 o maggiore. Per i bambini di 2 anni o più giovani consultate il medico. Ricordarsi che usare un filtro solare non è un scusa per una eccessiva esposizione al sole. Gli schermi solari offrono una protezione relativa, non assoluta.

  5. Riapplicate gli schermi solari ogni due ore, più spesso se il vostro bambino va in acqua frequentemente o suda abbondantemente.

  6. Fate attenzione alla luce riflessa. Molte superfici - sabbia, cemento, neve – possono riflettere radiazioni nocive. Anche semplicemente sedersi all’ombra o sotto l’ombrellone non garantisce protezione. Fate attenzione anche alle giornate nuvolose, quando fino all’80% delle radiazioni solari raggiunge la terra.

  7. Fate attenzione specialmente a certe altitudini e latitudini. Per ogni 300 metri in più rispetto al livello del mare, le radiazioni aumentano del 4-5%. E quanto più vicini si è all’equatore, tanto più forti sono i raggi solari. Fate attenzione se visitate climi più caldi.

  8. Non mescolate il sole con alcuni farmaci. La fotosensibilità – reazione avversa alla luce solare caratterizzata da esantemi, arrossamenti e/o gonfiore – può essere l’effetto collaterale di alcuni farmaci. Consultate il medico o il farmacista prima di esporre il bambino al sole mentre sta assumendo un farmaco.

  9. Esaminate la pelle del vostro bambino regolarmente, come la vostra. Cercate ogni nuova escrescenza, macchie pruriginose, cambiamento dei nevi o nuove macchie cutanee. Il cancro della pelle è estremamente raro nei bambini e poco comune negli adolescenti. Tuttavia, l’attenzione per la cura della loro pelle deve essere appresa fin dell’infanzia.

  10. Siate di esempio per il vostro bambino. I principi qui indicati devono essere applicati a persone di tutte le età. Usate queste semplici misure per proteggere la vostra pelle e sicuramente il vostro bambino adotterà l’abitudine di proteggere la sua pelle dal sole.

Ricordiamo inoltre che

  • è vero che il sole serve a stimolare la sintesi della vitamina D contro il rachitismo, ma ne occorrono pochi minuti al giorno per averne adeguata formazione.

  • bisogna evitare l’uso di prodotti profumati sulla pelle: attraggono gli insetti e taluni possono determinare una dermatite fotomediata.

  • il giorno prima di usare un nuovo schermo solare sulla pelle del bambino, è consigliabile applicarne una piccola quantità sulla parte interna del suo polso: se irrita eviteremo di procurargli una fastidiosa dermatite.

  • lo schermo solare deve essere applicato in maniera uniforme, non dimenticando il naso, le orecchie e le labbra: si scottano, eccome.

  • è importante fare indossare al bambino un cappello a larga tesa: così proteggeremo i suoi occhi.

  • gli schermi non servono a prolungare i tempi di esposizione al sole ma sono destinati a proteggere la pelle durante un’esposizione normale.

Proteggiamo i bambini dal sole. Sarà il migliore investimento che un genitore può fare per il futuro del proprio figlio.

MA

SOPRATTUTTO

RICORDIAMOCI

CHE

Il sole è vita:

godiamone con un po’

di buon senso.