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IL PRESERVATIVO

Dott. Luciano Schiazza
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Specialista in Leprologia e Dermatologia Tropicale
c/o InMedica - Centro Medico Polispecialistico
Largo XII Ottobre 62
16121 Genova
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Chi lo chiama guanto, chi palloncino: parliamo del preservativo, antichissimo metodo contraccettivo di barriera. La cui finalità è infatti di impedire che lo sperma del maschio entri nella vagina, evitando così la possibilità di una gravidanza non desiderata.

Con l’avvento della pillola anticoncezionale sembrava che il preservativo fosse destinato alla pensione; la comparsa però dell’AIDS e l’impennata dei casi di malattie sessualmente trasmissibili, ha ridato vita all’uso del preservativo, questa volta come mezzo di prevenzione delle malattie sopraindicate.

Cosa è il preservativo?

E’ una sottile guaina fatta di lattice (o altro materiale) della forma di cappuccio che va infilato, srotolandolo, sul pene già eretto prima di entrare in contatto con la vagina.

In inglese è chiamato “condom”: l’origine è probabilmente latina, dal termine “condus” che significa recipiente oppure  dal verbo “condere”, nascondere, proteggere, difendere .

Condom è anche il nome di una cittadina francese nel dipartimento di Gres, le cui macellerie fornivano gli intestini di agnello che venivano ammorbiditi con olio di mandorle prima del rapporto sessuale.

Secondo un'altra teoria il profilattico è stato inventato da un medico militare inglese, il colonnello Quondam, quindi "condom" sarebbe un'alterazione del suo nome.

Il nome deriverebbe da un medico del 1600, il Dottor Condom, che ne introdusse l'uso alla corte di Re Carlo II.

Un po’ di storia

Il profilattico non è un'invenzione recente. L'uomo ha sempre cercato di difendersi dalle malattie veneree e dalle gravidanze indesiderate. Lo usava il re di Creta Minosse ed era fatto in vescica di pesce.

Vi sono testimonianze (Museo Egizio di Torino) del suo uso tra gli Egizi (1350 a.C.): essi utilizzavano vesciche e intestini di animali ben  oliati. Anche la tela di lino era in voga ma presumibilmente più con significato decorativo che di reale protezione.

I Cinesi arrotolavano sottili foglie di carta imbottite d’olio attorno al pene. I giapponesi invece li facevano con pelli e gusci di tartarughe trattati con soluzioni alcaline per ammorbidirle, mentre gli antichi romani preferivano la vescica di capra e intestini essiccati di pecora. Attorno al 100-200 d.C., a Combarelles, in Francia, sono stati ritrovati disegni sulle pareti delle caverne. Da alcuni particolari si intuisce che un prototipo del preservativo fosse utilizzato anche allora.

Nel 1564 un medico italiano, Gabriele Falloppio, nel suo libro “De Morbo Gallico” descrive una procedura contro la sifilide (che allora spopolava): una guaina di lino imbevuta in una soluzione disinfettante di sale ed erbe evitava l’infezione.

Nel secolo successivo il preservativo non è più solamente un metodo di prevenzione delle malattie, ma anche un contraccettivo. Nel 1766 viene per la prima volta pubblicizzato su volantini che fornivano informazioni a riguardo. Intorno al 1750 Luigi XVI ricevette in regalo da Londra, attraverso i canali diplomatici, la cosiddetta “capote d'anglaise” (impermeabile inglese). A quei tempi, questi accessori esotici erano foderati con velluto e seta.

Nell’800  veniva utilizzato l’intestino di agnello o capra e persino la seta per produrre profilattici; questi venivano fissati al pene con un nastro che si trovava al lato dell’apertura ed erano riutilizzabili.

Nel 1839 viene introdotto un nuovo materiale, grazie a Charles Goodyear (quello dei pneumatici) che col processo di vulcanizzazione riesce a rendere elastica la gomma.

Nei primi del '900 comincia la produzione di massa. I metodi sono rimasti invariati sino a oggi, tranne per quanto riguarda la gomma, ora sostituita con il lattice

Non si può non citare un libro in testa alle classifiche all’inizio del 2007, “La cattedrale del Mare” di Ildefonso Falcones,, ambientato nel XIV secolo: a pagina 257 si legge: “ i ragazzi……disponevano delle conoscenze necessarie per fabbricarsi una specie di cappuccio di cuoio sottilissimo che, debitamente ingrassato, si mettevano sul pene prima di fornicare. La certezza di non restare incinte, insieme alla giovinezza degli amanti e all’oscurità della notte, era una tentazione in frenabile per tante donne che desideravano un’avventura anonima.”

Come si usa

Prima di spiegare come si usa il preservativo, è utile fare alcune precisazioni, alcune forse banali, sul corretto utilizzo di questo presidio:

Non usare il profilattico se:

IL PROFILATTICO VA MESSO PRIMA DI INTRODURRE IL PENE NELLA VAGINA.

Controllare la data di scadenza del prodotto.

Prima del rapporto sessuale:

Dopo il rapporto sessuale:

IL PRESERVATIVO NON DEVE ESSERE RIUTILIZZATO!

In caso di nuovo rapporto

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei profilattici?

Vantaggi:

Svantaggi:

Come lubrificare il profilattico

Talvolta, in situazioni particolari, come secchezza della mucosa vaginale della partner o nel caso di rapporto anale, può essere necessaria una lubrificazione maggiore rispetto a quella già presente sul preservativo.

Non usare mai lubrificanti a base di grassi!

Quindi NO

Le dimensioni

La tabella seguente è ripresa dalla rivista “Altro consumo” dell’associazione consumatori. Le misure sono espresse in millimetri:

Marca/modello

Spessore

Lunghezza

Larghezza

 

AKUEL

Conform

0.069

187

54

Nudo

0.051

183

54

Nulla

0.069

183

53

Passepatout

0.068

185

53

Sicuro

0.076

180

54

Stimula

0.073

180

54

 

CONTROL

Forte

0.093

192

52

Nature

0.068

186

52

Più

0.068

190

50

Sensor

0.069

186

50

Sento

0.059

185

50

 

DUREX

Supersensitol

0.076

188

52

 

 

 

 

FARMAMED

0.068

189

50

 

HATU'

Contatto

0.053

188

50

Defensor

0.072

186

50

Jeans

0.078

182

50

Personal Anat.

0.080

185

46

Personal Natur.

0.072

181

50

Personal Plus 2

0.076

186

50

Personal Ritar.

0.076

181

52

Settebello

0.072

181

50

 

PRIMEX

Anatomico

0.075

189

53

Supersottile

0.051

188

54

 

2003

Progress Family                   

0.076

182

50

Tipi di preservativo

Vi sono vari modelli di preservativi:

Come vengono fatti

Come abbiamo già detto precedentemente i preservativi sono fatti di lattice.

Che cosa è il lattice? E’ una sostanza che cola dalla corteccia di un albero della specie di caucciù (grandi alberi della famiglia delle Euforbiacee), l’Hevea brasiliensis, alto una ventina di metri. Originario dell’Amazonia, l’albero della gomma viene coltivato anche in Indonesia, in Malesia, nello Sri Lanka, in piantagioni che contengono 200-250 alberi per ettaro con una resa annua di 450 kg. per ettaro.

Il lattice è contenuto in vasi lattiferi della corteccia e della zona liberiana. Per estrarlo vengono praticate delle incisioni che interessano circa la metà della circonferenza, da cui fuoriescono circa 30 ml di lattice.

lattice

La produzione del preservativo comprende quattro fasi di lavorazione:

Compound Il lattice estratto viene lavorato e purificato in condizioni di massima igiene, per evitare inquinamento da pulviscolo atmosferico o da altre sostanze. Essendo il lattice soggetto a coagulare o a diventare acido, vengono addizionati antiossidanti, acceleranti del processo di vulcanizzazione, stabilizzanti e conservanti.

Dipping A questo punto, nella miscela di lattice ottenuta, vengono immerse delle forme di vetro che ruotano per garantire la perfetta uniformità di distribuzione del materiale sulla superficie, a costituire uno strato quasi invisibile di film in lattice. Viene effettuato un primo essiccamento effettuato con i raggi infrarossi , le forme vengono nuovamente immerse nella miscela di lattice, durante la quale le estremità aperte dei preservativi appena immersi sono arrotolate a formare una cintura a cui segue la vulcanizzazione per l’asciugatura. Il prodotto viene poi staccato dalle forme con un getto d’acqua ad alta pressione.

Testing E’ la fase dei controlli. Dapprima il preservativo passa in tutta la sua forma in un campo elettrico ad alto voltaggio. Vengono eliminati quelli difettosi, mentre quelli idonei vengono arrotolati. Vi è poi il test di gonfiaggio (sino al punto di rottura), a campione, per verificarne l’elasticità e la resistenza. Ancora a campione alcuni vengono riempiti d’acqua e sospesi per alcuni minuti per verificare ogni minima perdita di liquido, individuata avvolgendo il preservativo su carta assorbente . Per  verifica della resistenza fisica (la validità di un profilattico, ben conservato, è garantita per cinque anni), sempre a campione, alcuni vengono sottoposti ad elevate temperature che simulano l’invecchiamento.

Foil-packing E’ l’ultima fase, quella del confezionamento. Avviene in camera sterile e contemporaneamente viene desposta una goccia di lubrificante siliconico che si distribuisce uniformemente.

Standard di qualità

La direttiva europea 93/42/CE del 14 giugno 1993 equipara i preservativi ai medicinali e la successiva normativa europea EN 600:1996 pone i requisiti minimi di qualità, sottintendendo non solo il suo potere anticoncezionale ma anche la sua capacità di opporsi alle malattie sessualmente trasmesse.

I requisiti minimi sono:

Preservativi senza lattice

Per coloro che sono allergici al lattice sono disponibili profilattici prodotti con un derivato della plastica, il poliuretano (Duron®, Durex Avanti). Sono più sottili ma più resistenti e donano maggior sensibilità al rapporto poiché oltre alla elasticità e alla morbidezza al tatto uniscono una buona conduttività termica che garantisce una immediata trasmissione della temperatura corporea e la naturalezza delle sensazioni. Diversamente da quelli di lattice, possono essere lubrificati sia con prodotti oleosi sia con prodotti su base acquosa.