FAQS

La Scabbia

 

Che cosa è la scabbia?

E’ una infestazione altamente contagiosa della pelle da parte di un parassita.

Da cosa è causata?

Da un piccolo acaro, conosciuto come Sarcoptes scabiei var. hominis, invisibile ad occhio nudo.

E’ contagiosa?

SI, molto contagiosa.

Come si trasmette?

Per contatto diretto cute con cute con persona che ha la malattia. Il contatto deve essere prolungato (ad esempio con un rapporto sessuale) e non semplicemente attraverso una veloce stretta di mano, anche se questa è una ipotesi che non può essere scartata del tutto. L’acaro della scabbia è attratto dal calore e dell’odore del corpo dell’uomo.

E’ vero che colpisce solo le persone che si lavano poco?

No. La scabbia tende a manifestarsi in individui di qualsiasi livello sociale, con qualsiasi tipo di occupazione.

Perchè si pensa che la scabbia sia più frequente nelle persone con scarsa igiene personale?

Perchè spesso capita che tali persone vivano in ambienti promiscui, in condizioni igieniche precarie. Tutto ciò facilita il contagio diretto o indiretto attraverso indumenti; la diffusione così avviene velocemente e in maniera incontrollata.

A che età ci si può infettare?

In ogni fascia d’età.

Ci si può infettare anche senza venire a contatto con una persona infetta?

Poco probabile perché l’acaro non vive più di 2-3 giorni al di fuori del  corpo umano.

Dopo quanto tempo dal contagio compaiono i sintomi?

Se una persona non è mai stata infettata prima dalla scabbia, i sintomi appaiono in media dopo circa 3-6 settimane dall’infezione. Se una persona era già stata infettata precedentemente dalla scabbia, l’incubazione sarà più breve e l’individuo comincerà ad avvertire sintomi entro 1-4 giorni dalla reinfestazione.

Quali sono i sintomi della scabbia?

Prurito intenso e persistente che di solito peggiora durante la notte.

Oltre al prurito, quali segni la scabbia determina sulla pelle?

Elementi caratteristici della malattia sono i cunicoli. Oltre a questi possono comparire vescicole, lesioni papulose e nodulari.

Cosa sono i cunicoli scabbiosi?

Sono le gallerie che la femmina scava appena al di sotto della superficie esterna della pelle (nello strato corneo), all’interno delle quali essa depone le uova.

Come appaiono i cunicoli scabbiosi?

Appaiono come sottili rilievi di colore grigiastro, lunghi da 3 a 15 millimetri, spesso di forma a zigzag o ad  “S”, sottili come un  capello, alla cui estremità può osservarsi una piccola vescicola o papula.

Dove si possono osservare?

Non sempre si vedono facilmente. Le sedi preferite sono comunque gli spazi interdigitali delle mani, i polsi, la piega flessoria del gomito, i pilastri ascellari, l’ombelico, le natiche ed i piedi.

Quali sono le principali localizzazioni delle manifestazioni cutanee?

Oltre alle sedi già indicate, altre sedi elettive, soprattutto per le lesioni nodulari, con forte valenza diagnostica, sono l’areola mammaria nelle donne e il pene e lo scroto negli uomini; anche waist (l’area corripsondente alla linea della cintura può essere interessata.

Nel bambino e nel lattante, contrariamente all’adulto, sono coinvolte le regioni palmo-plantari, oltre all’interessamento della testa e del collo.

Quanto vive un acaro?

Lontano dalla cute dell’uomo, gli acari non sopravvivono più di 48-72 ore. Quando invece si trova sulla cute umana, l’adulto femmina può sopravvivere sino ad un mese.

Per quanto tempo una persona è considerata infettiva?

Una persona è considerata infettiva dal momento in cui risulta contagiata sino a che il trattamento si è concluso. Linens and clothing sono considerati infettivi sino al termine della terapia o sino a due settimane dopo l’ultima esposizione. Dopo il trattamento, una persona può inconsciamente reinfestarsi esponendosi alla prima fonte (source) di contatto o per contatto con una fonte infetta differente.

Come si deve comportare il partner sessuale?

Se i rapporti sessuali risalgono ai 30 giorni precedenti la scoperta della malattia anche il partner deve eseguire lo stesso trattamento.

Per quanto tempo devono essere evitati i rapporti sessuali?

Fino all’avvenuta guarigione, se l’altra persona non è sotto terapia.

Chi è a maggior rischio di una grave infestazione?

Coloro che hanno stretti contatti fisici con altri, come i bambini, le madri di giovani bambini, soggetti con intensa e promiscua attività sessuale.

Tutte le persone della stessa famiglia, nel caso in cui un  membro della stessa sia affetto da scabbia.

Gli anziani nelle case di riposo, poiché talvolta la diagnosi può  essere mascherata da altri patologie cutanee. Il lasso di tempo che intercorre con la diagnosi corretta fa si che la scabbia si diffonda al personale che spesso deve assistere persone non autosufficienti.

I soggetti immunodepressi o defedati.

Gli animali domestici possono trasmettere la scabbia?

Il tipo di scabbia che infesta l’uomo è specifico dell’uomo ed è differente dal tipo che infesta i cani o altri animali. Gli acari degli animali possono infestare la cute dell’uomo, se vivono a stretto contatto col proprietario, causando prurito e irritazione. Tuttavia l’acaro muore in un paio di giorni e non si riproduce. In questo caso è fondamentale curare l’animale per sradicare l’infestazione e far cessare il prurito.

Quale è il periodo di maggior contagiosità di un individuo?

Sicuramente nelle 4-6 settimane che decorrono tra il contagio e la comparsa del prurito, tempo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione all’acaro. Durante tale lasso di tempo infatti il soggetto infetto, non avvertendo alcun disturbo (prurito), continua la propria vita senza restrizioni nei contatti, facilitando così il passaggio dell’acaro da una persona ad un’altra.

Come viene diagnostica la scabbia?

Occorre innanzitutto chiarire che non è sempre facile la diagnosi di scabbia sia perché le manifestazioni cliniche, specie all’inizio, non sono quelle più comuni sia perché pochi sono i segni sulla pelle.

La diagnosi si basa su:

presenza di un intenso prurito che peggiora durante la notte, 

localizzazione e sul tipo delle lesioni cutanee,

esame al microscopio di prelievi effettuati a livello delle lesioni, grattando con una lama di bisturi.

Cosa permette di vedere l’esame microscopico?

Può mettere in evidenza gli acari adulti (o parte di essi), le uova o gli escrementi.

La scabbia può essere curata?

Si.

Come si cura?

Il trattamento della scabbia si basa sull’uso di vari medicamenti topici a base di benzile benzoato, permetrina, piretrina, crotamidone, zolfo precipitato al 4-6%.

I topici vanno applicati solitamente, ma per ogni sostanza debbono essere indicate le modalità e la frequenza d’uso, per tre sere consecutive (lasciando almeno per otto ore, o secondo il suggerimento dello specialista)  seguite, ogni volta, da un bagno mattutino, avendo cura di indossare ogni volta indumenti puliti. Dopo 7-10 giorni si eseguirà un secondo ciclo di terapia.

Tutti gli indumenti, lenzuola, federe, asciugamani usate da persona affetta da scabbia due giorni prima dell’inizio del trattamento debbono essere lavate in acqua calda, come pure ogni mattino successivo al trattamento.

Dove deve essere applicato il medicamento per essere sicuri della sua efficacia?

Il topico andrà applicato alla sera prima di andare a letto sulla pelle asciutta, dal collo sino alla punta delle dita dei piedi, comprese le regioni palmari, plantari e la regione inguinale, con l’eccezione del viso e del cuoio capelluto. Bisogna tagliare accuratamente le unghie, applicare il topico sotto le unghie, non dimenticando la regione periungueale e gli spazi interdigitali.

Nei bambini sotto i due anni, nei vecchi degenti in case di riposo, in soggetti con ridotte difese immunitarie occorre includere anche il viso ed il cuoio capelluto.

Chi dovrebbe essere sottoposto a trattamento per la scabbia?

Ogni persona alla quale stata diagnosticata la scabbia.

tutte le persone a stretto contatto con la persona affetta da scabbia.

  il/la partner sessuale.

chi abita nello stesso locale o appartamento, anche se apparentemente non manifesta sintomi della malattia.

Tutti i componenti di una famiglia.

Persone a stretto contatto con un nucleo familiare infetto, quali amici molto stretti, le collaboratrici domestiche o i compagni di classe dei figli, se frequentano la casa.

Si possono avere rapporti sessuali durante la terapia?

Si se l’altra persona sta eseguendo contemporaneamente il trattamento antiscabbia.

Dopo quanto tempo dall’inizio della terapia scompare il prurito?

Il prurito notturno tipico della malattia generalmente scompare eseguendo correttamente il ciclo di terapia.

Può persistere invece ancora durante il giorno per circa due settimane: in questo caso non si tratta però di insufficienza della terapia a debellarlo ma dalla reazione allergica che ancora si mantiene a seguito alla persistenza nella pelle didel corpo dell’acaro, ormai non più attivo, ma ancora in grado di creare sensibilizzazione.

In questo caso il dermatologo provvederà a prescrivere altri farmaci appropriati al caso.

Quali altri precauzioni, oltre alla terapia, debbono essere messe in atto?

  • I farmaci prescritti debbono essere usati seguendo attentamente le indicazioni del medico.

  • Per prevenire la reinfestazione tra i familiari è consigliabile trattare contemporaneamente tutti i conviventi.

  • Durante il trattamento devono essere evitati i rapporti sessuali con chi non è sottoposto a terapia.

  • Non si devono usare asciugamani in comune con altre persone.

  • Le lenzuola, le federe, gli asciugamani, la biancheria intima e le calze vanno lavate in lavatrice a 60° C o più per 20 minuti o a secco.

  • I giocattoli vanno lavati, mentre non è necessario lavare mobili e pavimenti.

  • Ciò che non può essere lavato in lavatrice o a secco deve essere allontanato dal contatto corporeo per almeno 72 ore: in questo caso può essere utile mettere gli oggetti in un sacco di plastica per 3 giorni.

  • I materassi e le coperte senza lenzuola vengono disinfettati con un antiparassitario in polvere.

  • Non bisogna prolungare di propria iniziativa il trattamento oltre il periodo prescritto.

Se dopo la cura persiste ancora il prurito, cosa bisogna fare?

Non è insolito che al termine della cura possa persistere un po’ di prurito (e comunque non è più presente durante la notte): Ciò è dovuto al fatto che il trattamento uccide l’acaro ma il suo corpo rimane nella cute ed è questo che continua a creare uno stimolo allergico. Il prurito persisterà, se non trattato in maniera appropriata (non più però con il prodotto antiscabbia precedentemente usato), finchè il nostro sistema naturale di difesa esaurirà la sua azione nei confronti dei residuo dell’acaro. Ciò di solito dura circa due settimane.

Cosa bisogna fare nel caso in cui il prurito persista oltre le due settimane dal termine della cura antiscabbia?

Recarsi dallo specialista dermatologo. Questo perchè occorre valutare 

se non vi sia stato fallimento della terapia antiscabbia per resistenza dell’acaro al prodotto  prescritto.

se vi sia una reinfestazione (dai conviventi o dalla biancheria non adeguatamente trattata).

se sia insorta una dermatite allergica.

Cosa non bisogna fare nel caso in cui il prurito persista oltre le due settimane dal termine della terapia antiscabbia?

Bisogna evitare di prendere iniziative personali di terapia, come per esempio continuare la terapia antiscabbia oltre i termini prescritti dallo specialista dermatologo; questo  perché anziché giovare al prurito, l’uso indiscriminato di tali prodotti può arrecare irritazione della cute e peggiorare la sintomatologia.

Quali misure di prevenzione si possono mettere in atto per evitare di prendersi la scabbia?

innanzitutto norme di ottima igiene per la casa.

fare la doccia o il bagno tutti i giorni.

lavare frequentemente le mani.

scoraggiare i figli a non scambiare indumenti con gli amici.

< cambiare frequentemente le lenzuola e le federe.

La scabbia può dare complicazioni?

L’intenso grattamento provocato dal  prurito può indurre eczema e sovrainfezione delle lesioni.

Cosa non si deve fare?

Non trattare la scabbia con rimedi domiciliari quali ad esempio spazzolare con detersivi o saponi aggressivi o applicare cherosene: tutto ciò servirà solamente a peggiorare la situazione.

non applicare creme cortisoniche o altra crema se non prescritta dal dermatologo.

non ripetere di propria iniziativa il trattamento antiscabbia se non espressamente prescritto dal dermatologo.

Cosa si deve fare per una efficace eradicazione dell’infestazione?

Farsi controllare prima possibile da un dermatologo.

Ricordarsi che la presenza della scabbia non riflette la qualità della propria igiene personale.

Occorre trattare tutti i soggetti infetti o no. L’incubazione può protrarsi sino a 6-8 settimane senza che i sintomi si manifestino.

Applicare il prodotto scabbicida in maniera corretta. Se si lavano le mani dopo l’applicazione, occorre ripetere la medicazione sulle mani.

Lavare tutti gli oggetti personali. Ogni abito pulito appeso nell’armadio o indumenti piegati nei cassetti sono esentati da trattamento di disinfestazione.

Gli oggetti personali che non vuoi o puoi lavare possono essere messi in una essiccatrice col ciclo caldo per 30 minuti, o lavati a secco.

Gli animali domestici non hanno bisogno di essere trattati.

I tappeti non debbono essere trattati.

Gli oggetti personali possono anche essere messi in un sacco di plastica e lasciati in cantina o nel garage. Se l’acaro non si nutre per una settimana, muore.

Si può passare l’aspiratore nell’intera casa e cacciare via il sacco.

 

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